Forse si sentiva più felice. Lì, con quella canzone che le urlava nelle orecchie. Fuori sembrava non fare freddo, eppure erano le 11 di sera. Fuori sembrava tutto più colorato, anche se c'era buio. Fuori sembrava tutto più profumato, anche se sul treno riusciva a scorgere solo l'odore (non troppo profumato) di chi c'era in quella carrozza.Stava arrivando la primavera.Faceva capolino, poi tornava indietro. Poi riemergeva. E lei se la sentiva addosso. Ma bastava la canzone dopo, per farla tornare coi piedi per terra. Con lo sguardo perso e il sorriso imbronciato. Bè era canzoneopatica (si dice? termine nuovo.segnarlo sul vocabolario.)
Avrebbe voluto sfiorarlo, perchè sfiorarsi, perchè sentire i brividi era un'emozione che dava ormai per scontata, che da troppo tempo non provava, o forse a cui non dava il giusto peso. E la primavera aveva dato una svolta anche a quello. Voleva riprendersi l'emozione dimenticata.

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