31 marzo 2006,12:45
Forse si sentiva più felice. Lì, con quella canzone che le urlava nelle orecchie. Fuori sembrava non fare freddo, eppure erano le 11 di sera. Fuori sembrava tutto più colorato, anche se c'era buio. Fuori sembrava tutto più profumato, anche se sul treno riusciva a scorgere solo l'odore (non troppo profumato) di chi c'era in quella carrozza.Stava arrivando la primavera.Faceva capolino, poi tornava indietro. Poi riemergeva. E lei se la sentiva addosso. Ma bastava la canzone dopo, per farla tornare coi piedi per terra. Con lo sguardo perso e il sorriso imbronciato. Bè era canzoneopatica (si dice? termine nuovo.segnarlo sul vocabolario.)
Avrebbe voluto sfiorarlo, perchè sfiorarsi, perchè sentire i brividi era un'emozione che dava ormai per scontata, che da troppo tempo non provava, o forse a cui non dava il giusto peso. E la primavera aveva dato una svolta anche a quello. Voleva riprendersi l'emozione dimenticata.
25 marzo 2006,13:17
Grazie per i caffè del sabato mattina.
Grazie per i nostri sabato mattina.
Ti voglio bene mamma.
22 marzo 2006,21:51
"Guarda fuori dal finestrino, come se vedesse la libertà, come se vedesse solo cose che lei voleva.
In questo momento non voleva altro che amore. Amore, che non si sentiva addosso per nulla. Amore che voleva tutto per sè, fino all'ultima goccia, fino all'ultimo respiro. Amore, che credeva di aver avuto, ma che, probabilmente, non le era bastato.
Solo questo nella sua mente.
Forse pensava troppo. Se l'era sempre chiesto, e non era mai riuscita a rispondere."
19 marzo 2006,14:18
Portati via - Mina
"E mentre brucia lenta questa sigaretta
io sto seduta qui, che non ho fretta,
ti ascolto, dimmi, tanto è come l'altra volta
facciamo pace a letto e non dentro la testa,
chiunque ci sentisse in questa discussione
direbbe lei cretina ma lui che gran coglione.
Oh, quante bugie mi hai detto, dove ti ho trovato,
in quale maledetto giorno t'ho incontrato,
lo sai che se ti guardo adesso non mi piaci
ridammi le mie chiavi, dimentica i miei baci,
non voglio più nemmeno toccare le coperte
dove ti sei sdraiato, dove ti senti forte.
Che cosa c'è da dire, cosa c'è da fare.
Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
Non c'è niente da dire,niente più da fare.
Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
vai via, portati lontano da me.
Portati via tutto questo amore che non è mai amore.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
sorrido fingo e ti accompagno sulla porta,
io nei tuoi occhi leggo Scusa un'altra volta
poi la tua schiena si allontana quanto basta
così ti vedo andartene su queste scale
da questo astratto amore, da questo stesso male, che mi fai.
Che cosa c'è da dire cosa c'è da fare.
Siamo due cuori affetti dallo stesso male.
Non c'è niente da dire, niente più da fare.
Portati via le tue valigie, il tuo sedere tondo, i tuoi caffè.
Portati via i fiori finti, la tua faccia, la tua gelosia,
vai via, portati lontano da me.
Portati via tutto questo amore che non è mai amore.
portati via
portati via
vai via portati lontano da me.
E mentre brucia lenta questa sigaretta
io sto seduta qui non ho fretta.."
15 marzo 2006,09:35
Ieri sera mi sono bastati un divano, una camomilla miele e vaniglia, e lo scontro tv tra Berlusconi e Prodi per essere felice.
Bè, c'eri tu. Era questa la cosa importante.
13 marzo 2006,09:21
Sex - Negrita
"Fare sesso nascosti in un cesso
fumarsi una Marlboro dopo l'amplesso
oppure farlo in macchina di fianco alla strada
buscarsi un raffreddore male che vada
sentirsi un po' animali, un po' primitivi
sentire che respiri, sentire che vivi
E convincere i tuoi ad andare in vacanza
spedirli un giorno al mare e farlo in ogni stanza
provare le ricette, collaudare la cucina
usare la Nutella, usare la farina
guardare il suo corpo, scoprirne la forma
sentire dei passi... è qualcuno che torna...
Fare sesso, succhiarne la polpa
e via la vergogna e i sensi di colpa
sdraiarsi sulla sabbia, rotolarsi nel fango
carezzarle le gambe, improvvisarsi in un tango
annusarle la pelle, scoprirne l’odore
passare dal sesso a fare l’amore....
E atro che l'america
altro che la musica
quando sei selvatica
altro che l'america
E vivere una notte lunga una vita
avere il suo profumo ancora tra le dita
svegliarsi affamati e rifarlo per ore
passare dal sesso a fare l'amore....
E atro che l'america
altro che la musica
quando sei selvatica
altro che l'america .."
10 marzo 2006,18:43
forse c'era stata una svolta o forse erano solo il girasole tra i capelli e la brezza primaverile di oggi che la facevano sentire un pò meglio.
9 marzo 2006,00:02
Le lacrime scorrevano come fiumi in piena sul suo viso.
Aveva finalmente capito cosa le mancava.
7 marzo 2006,22:52
Lei si sentiva il sangue ribollire nelle vene, era sudata, agitata, nervosa.
Si sentiva in una prigione di carne.
Non era mai stata brava ad esprimere bene i suoi sentimenti, i suoi risentimenti. E non lo sarebbe stata nemmeno stavolta.
Aveva versato qualche lacrima anche stasera. Aveva fatto sì che il suo viso si velasse di un tono scuro e cupo.Lì, mentre aspettava. Lì, incurante del fatto che qualcuno la potesse vedere.
Non le importava. Anzi, le sembrava che col pianto riuscisse ad esternare più emozioni possibili.
Come quando cantava.
E stasera quella "You can close your eyes" l'avrebbe cantata per sempre. Sarebbe stata ore ad ascoltare le armonie di quel brano così semplice, di quel James tanto famoso quanto sconosciuto a lei. Quella sera sarebbe stata la sua ninna nanna, l'avrebbe cullata fino a portarla da Morfeo. Le avrebbe strappato un sorriso. Dolce, flebile, ma per lei immenso.
6 marzo 2006,14:07
E non riusciva a capire il perchè.
Erano 3 giorni che si sentiva così.
E ieri?come si era comportata con lui?Lui, che pur di vederla, aveva messo da parte la stanchezza, ed era passato a trovarla.
Forse aveva ragione lui, voleva farsi rincorrere.
Per cosa poi?Sapeva dell'autenticità dei suoi sentimenti(o almeno sperava di saperlo).Ma si sentiva invidiosa. Invidiosa di non aver condiviso questa avvantura con lui. E di non condividerne altre.L'amore gioca brutti scherzi. E questo era di pessimo gusto.
Sentiva le lacrime riaffiorare per l'ennesima volta, scorrerle lungo il viso, fino alle labbra.
Si sentiva bene dopo il pianto.
Ma guardandosi allo specchio, non potè dire lo stesso.
E fuori era una giornata raggiante.
3 marzo 2006,12:29
ce n'è ancora di strada da fare..
..ma in questo momento sono orgogliosa di me stessa.